domenica 10 agosto 2014

TORTA AL CIOCCOLATO O ALLA VANIGLIA?

[...] rimase a lungo seduta sui gradini, a guardare Molching. 
Non faceva nè caldo nè freddo, e la città era nitida e immobile [...]
-Storia di una ladra di libri-

Ci sono decisioni che prendiamo come se dovessimo scegliere di che gusto fare una torta. Al cioccolato o alla vaniglia? 
Che poi, ora che ci penso, credo di non aver mai mangiato una torta alla vaniglia.
Limone, fragola, formaggio, frutta, pan di spagna, panna, cioccolato, marmellata, margherita, ma vaniglia proprio no.
Mia sorella ama fare i dolci, io no.
Se devo essere del tutto sincera non amo particolarmente cucinare. Preferisco sedermi al tavolo e mangiare. Si, quello si, mangiare mi piace, ed ogni volta che torno a casa mangio sempre con più gusto, come se i sapori si fossero arricchiti di qualcosa di nuovo.
'Mica scema' voi direte. A chi non piacerebbe sedersi e mangiare. 
Non ci sarebbe nemmeno lo sbattimento del pensare a che cosa cucinare e come cucinarlo.
Pensate alle mamme di tutto il mondo, anche ai papà, perchè no?
Non ci fanno mai mancare il piatto pronto. Puntuali come un orologio svizzero.
'Ma come fanno?', mi chiedo io. Io che sono puntualmente in ritardo su tutti i fronti, anche quando si tratta di prendere un aereo.

Made by my sister :)

sabato 9 agosto 2014

IL CAMMINO DI SANTIAGO "diario di viaggio - parte seconda"

La Faba, 01/06/2014
[...] un'altra compagna di viaggio se ne va. Laura. E' stata una grande compagna di viaggio, incontrata anche lei, un po' per caso. Io e Melissa abbiamo camminato con Laura per otto giorni, vivendo tante, diverse storie ogni giorno in un luogo diverso.... Ogni mattina Laura ci ripeteva "non posso continuare a stare con voi". Lo diceva con tono scherzoso ed il sorriso sulle labbra...
Stamattina ho ritrovato una dei miei orecchini a forma di conchiglia, che avevo perduto più di una settimana fa. Era nel sacco lenzuolo. Spuntato così, all'improvviso....
Mentre ci avvicinavamo a Villafranca, inizio a canticchiare "follow the river", una canzone che avevamo ascoltato due sere prima, l'ultima serata passata con Laura.
Non riuscivo proprio a togliermela dalla testa. Ad un certo punto mi giro verso Melissa e le dico "questo è un segno". Per tutto il giorno non avevamo fatto altro che seguire il corso del fiume. Ci sarebbe stata anche la strada alternativa, che portava sul monte, ma, non avendola trovata, abbiamo proseguito per quella normale. Se avessimo preso l'alternativa non avremmo mai seguito il fiume.
Mi piace pensare che fosse un segno, lasciatoci da Laura [...]

Monte do Gozo, 06/06/2014 ore 22:40
[...] cinque chilometri mi separano da Santiago. Ancora non riesco a realizzarlo, eppure quest'avventura c'è stata, è esistita ed io sono stata la protagonista del mio cammino [...]

Santiago, 08/06/2014
[...] si, perchè alla fine ci sono arrivata anch'io. Sono a Santiago, mi sono ripetuta, quasi lo facessi per convincermi. Tante fotografie mi hanno scosso il cuore, perchè è stato lui a guidarmi lungo il mio cammino, dando forza a quella sofferenza, che lungo un pellegrinaggio è normale sentire e percepire. Talvolta, è proprio quella sofferenza a suggerirti di non mollare [...]

Negreira, 09/06/2014
[...] mi trovo di rotta verso Finisterre, ferma a Negreira. Sono partita questa mattina con Serena.. E così ci si avvicina al chilometro zero, alla fine del mondo. Ancora pochi giorni e poi raggiungerò l'oceano e la sua immensità [...]

Finisterre, 14/06/2014
[...] quando ho visto l'oceano ho pensato "dopo tutto, ce l'ho fatta". Novecento chilometri di avventura. Novecento chilometri di passi, compagni di viaggio, sguardi, gesti, felicità e sofferenza. Ieri mentre guardavo l'oceano ho pensato che ora per ognuno di noi sarebbe iniziato un nuovo cammino e questo mi ha spaventata. Così mi sono ricordata di quando dovevo partire e di quanta paura avessi. E' solo il primo passo quello che spaventa. Non potevo avere fine più perfetta. Si, non potevo e non volevo chiedere di più [...]

Finisterre (sunset)

mercoledì 6 agosto 2014

IL CAMMINO DI SANTIAGO "diario di viaggio - parte prima"

Hugo, 07/05/2014 ore 17:00
[...] è iniziato il mio cammino di Santiago. Ora mi trovo a Hugo [...]

Roncisvalle, 08/05/2014 ore 17:06
[...] non nascondo la stanchezza per i tanti chilometri a piedi, però, i paesaggi visti e la strada fatta la ripagano. Mi sembra di essere in viaggio da molto più tempo invece, è solo il terzo giorno [...]

Larrasoana, 09/05/2014 ore 18:00
[...] è tutto molto affascinante. I pensieri sono sempre più leggeri, come le nuvole [...]

Mesetas, 19/05/2014 
[...] vado a nanna, a risistemare i pensieri, che dopo oggi tornano a farsi più pesanti e concreti. Non sono più leggeri come le nuvole, ora sono dei veri e propri macigni, che mi pesano sul cuore [...]

Castrojeriz, 20/05/2014
[...] oggi ho pensato all'Australia. Me l'hanno ricordata le nuvole. Lo scorso anno, a quest'ora, mi trovavo a Telopea Downs, a raccogliere olive. Quando guardo il cielo della Spagna, penso alle albe ed ai tramonti del deserto australiano ed alla loro immensità. Oggi, nelle mesetas spagnole, ho rivisto la stessa immensità e naturalezza e mi sono sentita prigioniera della mia stessa libertà. Si, perchè la libertà, una volta assaporata, oltre a renderti libero, ti rende prigioniero di essa [...]

Fromista. 21/05/2014
[...] come faccio a trovare ciò che cerco se non so nemmeno cosa sto cercando? Io non so perchè sono qui. Seguo il corso della vita ed è stato lui a portarmi lungo il cammino di Santiago [...]

Bercianos, 24/05/2014
 [...] prima ho partecipato alla messa. La cosa divertente è che, quando il prete ci stava dando il pane (momento di grande sacralità) mi è caduto per terra. Anche Laura mi ha vista e ci siamo trattenute dal ridere [...]

Foncebadon, 29/05/2014
[...] Si, perchè ognuna di queste cartoline racconta una storia. Storie fatte di passi. A volte mi chiedo quante altre storie avrei potuto vivere se mi fossi fermata in altri albergues o se avessi incontrato altri compagni di viaggio. Poi, mi viene da pensare che forse, è così che doveva andare. Il cammino risucchia energie per donartene di nuove. Ti ruba il tempo per insegnarti a spenderlo [...]

Hugo, 08/05/2014 - Sunrise

sabato 12 luglio 2014

IL CAMMINO DI SANTIAGO "ed il chilometro ZeRo"

Una luna piena fa, arrivavo a Finisterre, dopo essere passata per Muxia.
Muxia mi era parsa una città fantasma e gli abitanti sembravano gipsie.
Finisterre doveva essere la fine. E lo è stata, una fine perfetta, non potevo e non volevo chiedere di più!
Il bagno nell'oceano.
Le conchiglie raccolte in spiaggia.
Il tramonto al faro.
Il sole che scendeva nel mare e la luna piena che saliva da dietro la collina, per poi andarsi ad appisolare tra le stelle.
La luce del giorno all'orizzonte lasciava un filo di colore tra il giorno e la notte.
Compagni di viaggio.
Abbracci. 
Sorrisi. Ed anche un po' di incredulità.
Si, perchè tra tutte le emozioni si faceva spazio anche lei.
Perchè credere che ce l'avessimo fatta ci lasciava un po' sbigottiti.
Perchè credere che fosse già tutto finito, ci lasciava dentro un senso di vuoto, di nudità.
Perchè, quando quel giorno, in spiaggia, osservavo l'oceano e la sua immensità, volevo, semplicemente, che non finisse.
Ho stretto al cuore ogni attimo, e di ogni attimo ne ho fatto tesoro.
Abbiamo pianto.
Abbiamo riso, e più di una volta ci siamo chiesti perchè camminassimo.
Quel giorno, quando vidi l'oceano, mi girai verso Serena e le dissi: "ora lo so".

al chilometro ZERO - Finisterre

lunedì 7 luglio 2014

IL CAMMINO DI SANTIAGO "ed i segni"

Questo post l'ho dedico a Matteo.
Fu lui il primo a parlarmi dei segni.
Mi diceva: "fai attenzione ai segnali".
Pur non capendo bene che cosa intendesse, mi misi alla ricerca di questi segnali, e come funghi, spuntarono ovunque.
Probabilmente, i segnali, sono quelle cose che nella quotidianità rimangono nascoste, che non vediamo, e che solo un occhio vigile ed attento può percepire.
Un giorno, io, Melissa, Matteo, Patcho e Jordi stavamo per lasciare l'ostello di Castrojeriz.
Poco prima di partire mi si avvicina l'ospitalero e mi chiede: "questo è tuo?".
Osservo l'oggetto che stringeva tra le mani. 
Era una conchiglia ricamata con del filo da cucire. Il ricamo era una splendida margherita bianca.
Gli risposi di no, che quell'oggetto non apparteneva a me, ma lui insistette, dicendo che l'aveva trovato sul mio letto. Ed il letto in questione, era proprio il mio.
Così, decisi che quel dono era un segno.
Una dottoressa un giorno mi disse: "ricordati, non essere mai come un fiore reciso, perchè i fiori recisi sono belli da vedere, ma non hanno radici e prima o poi moriranno".
La margherita ricamata su quella conchiglia mi ricordò lei.

Un altro giorno io, Melissa e Laura iniziammo a camminare insieme, ma, dopo aver fatto la spesa per il pranzo, ci distaccammo l'una dall'altra.
Il punto era che, se avessimo voluto pranzare, ci saremmo dovute reincontrare, perchè io avevo il pane, Melissa il tonno e Laura i pomodori.
Laura, avanti a noi, si fermò in un'area di descanso.
La vidi in lontananza. Era seduta sul tavolo con i piedi appoggiati sulla panchina.
Io che, un riposino me lo sarei fatto volentieri, vista l'ora e visto il caldo, quando la raggiunsi mi sedetti accanto a lei, ed insieme aspettammo Melissa, che non tardò ad arrivare.
Quando Melissa si avvicinò a noi, disse: "oh guardate, un quadrifoglio" e lo raccolse.
Qualche secondo più tardi, Laura chinò la testa e disse: "ragazze, ce n'è un altro". E lo raccolse.
Così, anch'io chinai la testa, e come per magia, un altro quadrifoglio era li ad attendermi.
Tre quadrifogli li per noi. Ci mettemmo a cercarne altri, ma non ne trovammo più.
Poco più tardi, da dietro la curva, ecco spuntare Matteo, con il suo inseparabile bastone ed il suo passo veloce.
Tutte tre ci guardammo, incredule.
Che fosse un segno?!

Questa volta, la scenetta si svolge a Fromista.
Serata fredda. Pioggia e vento non ci avevano lasciato tregua per tutta la giornata.
Dopo cena, io , Melissa, Laura e Matteo uscimmo per farci una bevuta.
Sapevamo che il coprifuoco era alle dieci e "puntualmente" rientrammo alle 10.15.
Ovviamente, la porta dell'ostello (che dava sul cortile) era chiusa.
Eravamo già rassegnati al fatto di dover passare una notte "al fresco", quando la porta, tutto ad un tratto, si aprì e sbucò Jordi!!!
Iniziammo ad abbracciarlo ed a festeggiare, chiedendogli come avesse fatto a sentirci!!
Lui ci rispose che non lo sapeva!
Si trovava nella sala comune, quando qualcosa gli disse di andare all'entrata!!

Laura, Melissa ed io quando trovammo i tre quadrifogli


mercoledì 2 luglio 2014

IL CAMMINO DI SANTIAGO "ed i suoi magici incontri"

Ho condiviso il mio cammino con tante persone, chi più giovane, chi più anziano di me.
Capitava di incontrarsi un po' per caso. 
Spesso capitava mentre si camminava, oppure una volta giunti all'albergue.
Ricordo che Franco, Lella e Domenico li conobbi all'accueil di Lourdes, dopo averli intravisti all'aeroporto di Bergamo.
Simone l'ho incontrai durante la prima tappa, da Saint Jean a Roncisvalle.
Ero quasi giunta a destinazione, quando sentii alle mie spalle, il rumore di pesanti scarponi.
Mi si affianca questo ragazzo che con espressione di un misto tra il serio e il divertito mi dice "ciao", e la prima cosa che pensai fu "ma c'ho scritto in faccia che sono italiana?".
Francesco avrei dovuto aspettarlo a Saint Jean, ma poi, gli diedi buca, partendo con un giorno di anticipo.
Avendo un amico in comune, ci eravamo messi in contatto prima della partenza dall'Italia.
Ci saremmo poi reincontrati a Roncisvalle, nella lavanderia, tra un panno bagnato e l'altro.
Con Melissa ho condiviso gran parte del viaggio, dopo la seconda settimana di cammino.
Ci eravamo conosciute a Roncisvalle, ma ci incontravamo solo sporadicamente.
Fu solo da Ages in poi che iniziammo a camminare insieme, giorno dopo giorno.
Serena l ha conobbi a Pamplona, durante la cena che facemmo in ostello!
L ha persi di vista dopo qualche giorno, ma ci saremmo poi reincotrate ad una decina di giorni di distanza da Santiago ed avremmo poi proseguito insieme verso Finisterre, condividendo una grande emozione alla vista dell'oceano.
Mai potrò dimenticare la prima volta che incontrai Stefania.
Camminava davanti a me con il suo bastone e cantava.
Mi piaceva starle dietro, perchè il suono della sua voce riempiva il silenzio che in quell'istante, mi circondava.
Poi sbucarono Samuele, Matteo, Laura e Giulia, l'inseparabile quartetto, che più tardi si separò.
E poi arrivarono Patcho e Jordi, dai paesi baschi. Guai a te se ti azzardavi a dire che fossero spagnoli.
Ricordo che una volta eravamo in un albergue (non ricordo precisamente dove) e l'ospitalera disse a Patcho: "ah, tu sei spagnolo". Io mi infilai nel discorso precisando che Patcho non era spagnolo, ma bensì basco.
Bè, non vi dico l'espressione di Patcho, mi fulminò con lo sguardo!! eh eh :)
Federico, Antonella, Sabina e Rosa.
Il professore olandese di cui non ricordo il nome, ma con cui camminai un'intera giornata per arrivare al monastero di Samos.
A fine giornata mi disse: "menomale che conosci l'inglese, altrimenti avremmo fatto scena muta tutto il giorno".
Sebastien, che conobbi a Roncisvalle.
Lui conosceva solo il francese e qualche parola di spagnolo. Io gli parlavo metà italiano, metà inglese, eppure con sguardi e gesti riuscivamo a capirci, raccontandoci anche confidenze.
A Sarria arrivarono anche Gian Guido e Luisa, rispettivamente il padre e la cugina di Serena.
Gian Guido capì, dopo il terzo giorno di cammino, perchè Samuele beveva sempre due birre durante la pausa. La prima era per recuperare, la seconda perchè ti dava energie per proseguire.
Claudia e Rita con i loro inseparabili cani e Fanni, che incontrammo prima di Astorga, da Daniel, il tipo che dormiva sul cucuzzolo della collina e viveva di semplicità. Stefania e Serena lo ricorderanno per il couscous, tornarono indietro per assaporarlo. :)
Poi arrivò Rossana, a Finisterre, la fine del cammino.
Condivisi con lei una parte degli ultimi giorni di permanenza alla "fine del mondo".
Ci sono stati compagni di viaggio per un giorno, a volte si condivideva anche solo una serata.
Con altri ho condiviso più giornate di cammino, con altri ancora, intere settimane.

GRAZIE

Una parte dei compagni di viaggio con i quali ho camminato.
(Santiago, 07/06/2014)

IL CAMMINO DI SANTIAGO "gli ospitaleri"

Più di una volta mi è stato chiesto: "ma dove hai dormito lungo il cammino?".
Oppure: "ma non era pericoloso?".
Dovete sapere che, il cammino di Santiago, al contrario della via Francigena, è ben organizzato e difficilmente vi capiterà di passare una notte sotto le stelle (a meno che non lo vogliate).
La "via" è piena di ostelli, che in Spagna vengono chiamati "albergue".
La parte divertente degli albergues sono gli ospitaleri, che tante volte sono volontari.
E' capitato che a Roncisvalle ci abbiamo svegliato alle 06.30 cantandoci una canzone e suonando la chitarra, mentre a Foncebadon l'ospitalero Miquel mi aveva travestita da Templare.
A Bercianos, nell'albergue parrocchiale, due fratelli in età avanzata (ma non troppo) erano gli ospitaleri.
Ci hanno cucinato la paella per cena, facendoci cantare la canzone "la bamba", però riadattata a noi pellegrini.
A Leon, siamo stati sbattuti "dentro", perchè ci eravamo nascosti in cortile per chiacchierare ancora un po' (il coprifuoco era alle 10) e la mattina, sempre la stessa signora, era venuta a "buttarci giù dalle brande".
Insomma, le storie che riguardano gli ospitaleri potrebbero non avere mai fine.

L'ospitalero Miquel a Foncebadon.
Quella sera mi aveva travestita da templare.